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Il potere dei fiori è infinito

Aiuta anche a risolvere il problema ambientale!

Di cosa sono fatti i profumi? Spesso, di note floreali. Per questo, Dior colloca i fiori nella sua

strategia di sostenibilità, chiamata ‘Beauty as a Legacy 2030’. “L’anno scorso si trattava davvero di intenti, invece quest’anno si tratta di azione”, ha affermato Laurent Kleitman, presidente e amministratore delegato di Parfums Christian Dior, sottolineando quanto oggi la sostenibilità sia un imperativo aziendale. “La sostenibilità non è un concetto nuovo in Dior”, ha affermato il CEO.   Beauty as a Legacy è una strategia in cinque pilastri intesa a mitigare l’impatto di Parfums Christian Dior sul pianeta e sulle comunità entro il 2030. I focus sono su: coltivazione rigenerativa, responsabilità culturale, bellezza responsabile, eco-design e conservazione del clima. Il piano inoltre pone le basi per modalità operative più sostenibili. “I fiori sono la chiave di volta del programma che abbiamo in Dior – ha detto Kleitman, aggiungendo che lo stesso Dior era un appassionato giardiniere – e si è sempre ancorato alla natura”. I fiori, e gli ingredienti che ne derivano, sono al centro delle strategie di Parfums Christian Dior. Come parte della coltivazione rigenerativa, Parfums Christian Dior intende sfruttare il potere dei fiori per rivitalizzare gli ecosistemi nei suoi giardini e oltre, e per sostenere le comunità in cui si trovano. La maison sta anche accelerando la sua transizione verso l’agricoltura biologica e/o rigenerativa per la sua marca e i suoi ingredienti chiave e il 70% dei giardini di Dior sta già utilizzando tali pratiche. Tra gli altri impegni c’è anche che entro il 2026 tutte le materie prime naturali coltivate nei giardini Dior e negli orti partner, che sono 42, saranno certificate dall’Unione per il commercio biologico etico.

Inoltre, Parfums Christian Dior afferma che garantirà che l’80% dei suoi prodotti contenga più del 90% di ingredienti di origine naturale entro il 2030 e che utilizzi l’80% di ingredienti biodegradabili e non eco-tossici. Il pilastro dell’eco-design ha tra i suoi principali impegni l’eliminazione graduale della plastica vergine fossile da tutti i suoi imballaggi entro il 2028 e si propone di ridurre il peso del materiale di imballaggio del 50% entro il 2030.

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